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Musica nella scuola

Si è svolto, ieri, al MIUR un incontro di informativa sull’applicazione, per l’a.s. 2012/13, del Decreto Ministeriale 8 del 31.1.2011, avente per oggetto le iniziative volte alla diffusione della cultura e della pratica musicale nella scuola, con particolare riferimento alla scuola primaria.

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Contro le prove Invalsi azioni sbagliate e controproducenti

La Cisl Scuola ritiene sbagliate e controproducenti le azioni promosse contro le prove Invalsi; lo fa in coerenza con le posizioni da sempre espresse in tema di valutazione del sistema scolastico,

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Mobilità professionale, posti accantonati, organico direttori amministrativi al centro del confronto

INCONTRI AL MIUR

Prosegue il confronto sul contratto per le utilizzazioni

In data 7 maggio 2012 si è tenuto, presso il MIUR un incontro tra le Organizzazioni Sindacali e l’Amministrazione sul contratto delle utilizzazioni, sulla mobilità professionale ata, sulla copertura dei posti ATA non coperti da docenti inidonei all’insegnamento e sull’organico dei DSGA per l’anno scolastico 2012/13.
Per la UIL Scuola hanno partecipato Pasquale Proietti ed Antonello Lacchei.

• Contratto utilizzazioni

E’ proseguito il confronto sul testo, in particolare è stato esaminato l’allegato 3, la sequenza operativa delle operazioni di utilizzazioni e assegnazione provvisoria, per renderlo coerente con quanto previsto nell’articolato.    
La sottoscrizione dell’ipotesi, da inviare al MEF per il parere di competenza, è prevista per la fine del mese di maggio.

 Mobilità professionale ATA

Dando seguito ad una specifica richiesta avanzata da parte sindacale nel corso della precedente riunione è stata presentata una serie di dati non definitivi sulle operazioni di mobilità professionale del personale ATA. Alla rilevazione mancano ancora intere regioni dove le operazioni non sono ancora concluse come, ad esempio, il Friuli e la Sicilia. L’Amministrazione si è impegnata a produrli nei prossimi incontri. La UIL Scuola ha chiesto comunque di effettuare immediatamente le nomine residue e di procedere con immissioni in ruolo sui posti lasciati liberi per passaggio di profilo

• Posti ATA accantonati per docenti inidonei

La UIL scuola ha chiesto che tali posti, accantonati a settembre 2012 vengano restituiti alle immissioni in ruolo dell’anno 2011/12

• Organico DSGA 2012/13

Il rappresentanti del MIUR hanno illustrato i contenuti di una nota che consentirà di assegnare un posto di DSGA in organico di diritto a due o più scuole sottodimensionale, con l’istituzione di relativi posti attraverso un decreto del Direttore regionale.
Nel valutare positivamente tale possibilità la UIL ha chiesto che le soluzioni previste vengano costruite nella prospettiva di dare ai servizi ATA un assetto più rispondente alle necessità delle scuole. Per questo abbiamo avanzato la richiesta di prevedere  posti di DSGA anche su reti di scuole per specifici progetti (ricostruzioni di carriere, pensionamenti) e ribadita la necessità di istituire posti di area C a partire dal prossimo organico.

Gli incontri proseguiranno nella prossima settimana.

UIL  Scuola

Lettera di Patroni Griffi al Corriere della Sera

Il ministro Patroni Griffi ha pienamente ragione, l’obiettivo è migliorare il servizio pubblico facendo leva sulle competenze dei suoi operatori. Il lavoro nelle pubbliche amministrazioni e nella scuola può crescere in produttività se si valorizza la professionalità del personale, non c’è alcun bisogno di agitare spauracchi   o  di innescare un’ esasperata concorrenzialità interna”. I segretari generali di Cisl Fp e Cisl Scuola, Giovanni Faverin e Francesco Scrima esprimono apprezzamento per la lettera del ministro della Funzione Pubblica pubblicata sul Corriere della Sera di oggi, sia per i contenuti che per il tono pacato e costruttivo.

L’impegno della Cisl in questo senso è chiaro” rimarcano i segretari delle due federazioni, “ed è formalizzato nell’Intesa che abbiamo definito giovedì. I cittadini e le imprese hanno bisogno di un sistema pubblico più efficiente e veloce. Il Paese per ripartire ha bisogno di rilanciare le cosiddette infrastrutture immateriali: conoscenza, formazione, sapere. E poi salute, sicurezza, coesione sociale, integrazione. Ma per fare questo bisogna riorganizzare la Pa e la scuola, scommettere sulla professionalità e sulla voglia di migliorare delle persone, promuovere – come ad esempio nella miglior tradizione della scuola – la dimensione della collegialità. E’ questo il senso dell’accordo: nessuna caccia al dipendente pubblico, nessuna esclusione dai momenti decisionali, nessun arbitrio nella valutazione. Ma coinvolgimento dei lavoratori nei processi organizzativi e premio alla capacità di far crescere la qualità dei servizi ”.

 “Abbiamo avviato una stagione di confronto che sta portando frutti importanti. Così come è stato in precedenza con il nuovo modello contrattuale e con l’intesa del 4 febbraio 2011. Ora ci aspettiamo che la volontà comune di riformare il sistema pubblico e scolastico con più trasparenza e più partecipazione si trasformi anche in un rilancio delle retribuzioni. I lavoratori pubblici infatti hanno i salari bloccati dal 2010, altro che privilegi”.

Per far tornare a correre la macchina pubblica occorre la determinazione di tutti. Occorre che il disegno complessivo sia declinato in ogni singolo ente: selezionando  i servizi che servono, quelli su cui investire e quelli da rivedere, le competenze necessarie e i livelli di risposta attesi dai cittadini. Ecco perché vogliamo che riparta la contrattazione integrativa. Ed ecco perché chiediamo un impegno specifico non solo al ministro e al Governo, ma a tutte le amministrazioni regionali e locali”.

Roma, 6 maggio 2012

Comunicato  stampa  Cisl  Scuola

Revisione di spesa: per la Cisl bisogna spendere meglio, non di meno per la scuola

Eliminare gli sprechi è doveroso, ma lo è altrettanto assicurare al Paese un servizio pubblico di qualità. La scuola ha pagato un prezzo salatissimo, negli ultimi anni, per il risanamento del bilancio dello Stato, difficile pensare che le si possa sottrarre ancora qualcosa.

Dal ministero assicurano che la revisione di spesa non comporterà alcuna riduzione del personale: ne prendiamo atto e vigileremo attentamente perché non restino parole contraddette dai fatti.

Ci preoccupano molto, invece, le ipotesi non meglio precisate di un accorpamento dei servizi amministrativi, specie se ciò significasse immaginare molte scuole facenti capo a un unico ufficio di segreteria. Un’idea sbagliata, frutto di un approccio burocratico in cui si travisa la natura dei servizi amministrativi che, insieme alla progettazione e gestione della didattica, fanno da supporto alla scuola dell’autonomia.

E’ di questi giorni l’avvio un progetto di legge bipartisan che punta con decisione a valorizzare l’autonomia delle scuole, sarebbe davvero inaudito che il Governo andasse nella direzione opposta.

Sulle supplenze, fatichiamo a vedere ulteriori margini di risparmio, vista la parsimonia estrema con cui da molti anni vi si ricorre. Ci chiediamo come sia possibile considerarle uno spreco, quando servono a garantire la continuità nell’erogazione del servizio e la qualità dell’offerta formativa.

Sostenere l’autonomia, investire in istruzione e formazione, questo chiediamo al Governo. Per l’istruzione e la formazione si può e si deve spendere meglio, non si può spendere meno, sarebbe anzi doveroso restituire alla scuola ciò che le è stato tolto.

Per questo chiediamo che le risorse eventualmente recuperate con la revisione della spesa siano comunque reinvestite per la qualità e l’efficacia del servizio scolastico“.

Roma, 30 aprile 2012

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

Condotta antisindacale: il Tribunale di Firenze condanna un dirigente scolastico

Il Tribunale di Firenze, come Giudice del Lavoro, ha accolto un ricorso della CGIL Scuola e dei Cobas condannando il dirigente di un Istituto Comprensivo di Firenze per condotta antisindacale in violazione dell’articolo 6 del Contratto Nazionale collettivo di lavoro nella parte in cui stabilisce che  “criteri e modalità relativi alla organizzazione del lavoro e all’articolazione dell’orario del  personale docente, educativo ed ATA, nonché i criteri per l’individuazione del personale  docente, educativo ed ATA da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo di istituto”.

Il fatto

Nel 2009/2010 le RSU e il Dirigente avevano concluso un accordo per portare a 35 ore l’orario di lavoro settimanale. Nel rinnovo per il 2010/2011 il Dirigente si è rifiutato di firmare il contratto perché i revisori contabili avevano emesso parere negativo suggerendo il ritorno alle 36 ore e anche il recupero delle ore perse nell’a.s. 200-2010.

La sentenza del giudice

Secondo il Tribunale di Firenze la Dirigente avrebbe dovuto stipulare il contratto, sottoporlo alla verifica dei revisori e solo dopo eventuali rilievi ostativi, nel senso di cui all’art. 6 del CCNL, riaprire la contrattazione sul tema.

Secondo il giudice questo comportamento è “...idonea a produrre effetti durevoli nel tempo per la situazione di incertezza che ne consegue, suscettibile di determinare in qualche misura, una restrizione o ostacolo al libero esercizio dell’attività sindacale“.

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